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22 September 2017

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PRESS RELEASE: 

New treaty effectiveness will depend on adequacy of data to be collected, say NGOs  

Geneva, Switzerland


Prior to the start of the first Conference of Parties (COP1), the Zero Mercury Working Group (ZMWG) welcomed the entry into force of the Minamata Convention. 

“While there are alternatives to mercury, there are no alternatives to global cooperation,” said Michael Bender, international ZMWG coordinator. “We applaud the world’s governments for committing to curtail this dangerous neurotoxin.”

The First Conference of the Parties will take place from 24 to 29 September 2017 in Geneva, Switzerland.  Over 1,000 delegates and around 50 ministers are expected to assemble in Geneva to celebrate and lay the groundwork for the treaty’s overall effectiveness.
 
During the prior negotiations, the Intergovernmental Negotiation Committee (INC) approved many of the forms and guidance that the Convention specifies must be adopted at COP 1, which are needed for the swift and smooth launch and running of the Convention.  These include guidance documents on identifying stocks, determining best available technologies and reducing mercury use in small scale gold mining; as well as forms for trade procedures and for exemptions from certain deadlines.

“These INC approvals were achieved by consensus after considerable deliberations, and are ready for approval without further debate,” said Satish Sinha, Toxics Link India.

Among the most critical open issues to be discussed at COP1 are the reporting requirements, which will provide critical information on both the global mercury situation and the effectiveness of the Convention in achieving mercury reductions.   Particularly critical to collect will be data on mercury production and trade, which can change significantly in a short period of time.

 “Countries will not have readily available information about production and trade in bordering countries or within their region, unless there is frequent reporting under the Convention,” said David Lennett, Senior Attorney for the Natural Resources Defense Council “Many borders between countries are “porous,” and where a significant portion of mercury trade is informal/illegal.   Good data on legal trade flows will enable actions to address illegal trade, all of which has a huge impact on artisanal and small scale gold mining, the largest source of mercury pollution globally.

Mercury is a global pollutant that travels long distances. Its most toxic form – methylmercury - accumulates in large predatory fish and is taken up in our bodies through eating fish, with the worst impacts on babies in utero

For more information, see:

http://www.mercuryconvention.org

www.zeromercury.org

Contacts:


Elena Lymberidi-Settimo, Project Coordinator ‘Zero Mercury Campaign’, European Environmental Bureau, ZMWG International Coordinator
T: +32 2 2891301,  This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it "> This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

Michael Bender, ZMWG International Coordinator, T: +1 802 917 8222,   This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it "> This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

For information on reporting, please contact David Lennett, Natural Resources Defense Council, T:  +1 202 460 8517   This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it "> This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

For further information, please contact:

*The Zero Mercury Working Group (ZMWG) is an international coalition of over 95 public interest environmental and health non-governmental organizations from more than 50 countries from around the world formed in 2005 by the European Environmental Bureau and the Mercury Policy Project.  ZMWG strives for zero supply, demand, and emissions of mercury from all anthropogenic sources, with the goal of reducing mercury in the global environment to a minimum.  Our mission is to advocate and support the adoption and implementation of a legally binding instrument which contains mandatory obligations to eliminate where feasible, and otherwise minimize, the global supply and trade of mercury, the global demand for mercury, anthropogenic releases of mercury to the environment, and human and wildlife exposure to mercury.



 

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Mercurio nel pesce: appello del Gruppo Zero Mercury alle Nazioni Unite Legambiente: “Riconvertire entro il 2010 gli impianti clorosoda” PDF Print
Tuesday, 10 February 2009 01:00
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“La consistente presenza a livello mondiale di metilmercurio nel pesce richiede una risposta significativa da parte dei governi e delle Nazioni Unite”.

E’ questo l’appello che Legambiente con il Gruppo di Lavoro Internazionale Zero Mercury rivolge ai Governi mondiali che la pros sima settimana si riuniranno a Nairobi per discutere lo sviluppo di un trattato legalmente vincolante sul mercurio.

Secondo il rapporto “Mercurio nei pesci: un’emergenza sanitaria a livello globale” pubblicato dal Gruppo di Lavoro Internazionale Zero Mercury, di cui Legambiente fa parte, il rischio è più alto per le popolazioni il cui consumo di pesce pro capite è elevato e nelle aree dove l’inquinamento ha aumentato il contenuto standard di mercurio in questo alimento. Ma i pericoli del metilmercurio riguardano anche i luoghi dove c’è un minore consumo ittico e i livelli medi di mercurio accumulato nei pesci sono relativamente bassi.

Il monitoraggio presenta dati inediti sui livelli di mercurio in alcune specie di pesci provenienti da tre diverse aree del mondo: lo stato indiano dell’Ovest Bengala, l’area metropolitana di Manila nelle Filippine e sei Paesi membri dell’Unione Europea, tra cui l’Italia. Sono stati esaminati, inoltre, i dati dei livelli di metilmercurio in delfini pilota e altri mammiferi marini consumati dalle popolazioni artiche, nelle Isole Faroer e dagli Inuit del Canada del Nord. La situazione in India è la più grave con una media pro capite di assunzione di pesce molto alta e livelli di mercurio nel pesce disponibile localmente elevati (25 delle 56 varietà analizzate contengono più di 0,5 mg/kg di mercurio, limite massimo consentito dagli standard internazionali). Non è migliore la situazione nelle Filippine, nè nei sei Paesi europei esaminati, dove ci sono due chiare situazioni di rischio preoccupante. Anche in Italia su 26 campioni analizzati solo in Europa, il pesce spada fresco pescato nel canale di sicilia ha presentato i livelli di concentrazione di mercurio più elevati 1,6 mg/Kg e il tonno sempre proveniente dal canale di sicilia ha comunque superato anche se di poco il limite massimo consentito dagli standards internazionali di 0.5 mg/Kg.

“La contaminazione di pesci e mammiferi è una preoccupazione globale per la salute pubblica” ha dichiarato Michale Bender, co-autore del report e membro del Zero Mercury Workin Group –. Il nostro studio su pesci prelevati da diverse località del mondo ha mostrato che livelli di esposizione al metilmercurio accettati sono stati superati, spesso ampiamente, in ogni Paese e area interessati dall’indagine”.

Oltre al frequente avvelenamento clinico da metilmercurio lo studio verifica inoltre anche il grave rischio di effetti neurotossici sullo sviluppo di bambini nati da donne che in gravidanza mangiano pesce ad alto accumulo di mercurio, o mangiano grandi quantità di pesce che accumulano moderatamente il mercurio. Effetti neurotossici subclinici ma funzionalmente significativi possono verificarsi anche in adulti e bambini che assumono metilmercurio sopra i livelli di riferimento, e la ricerca suggerisce anche che l’esposizione al mercurio aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.


“Gli impianti cloro soda, pur essendo una delle principali fonti di inquinamento da mercurio, sono ancora diffusi nel nostro Paese dove sono presenti ben 4 siti chimici che utilizzano tale tecnologia inquinante ed obsoleta – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente –. E’ fondamentale, pertanto, che la Commissione Aia del Ministero dell’Ambiente vincoli il rilascio delle nuove autorizzazioni alla riconversione alla tecnologia a membrana entro il 2010 e, nello stesso tempo, si intervenga presto con le bonifiche dell’inquinamento pregresso, causato da decenni di attività di questi impianti. Proprio per questo Legambiente chiede al Ministero di velocizzare gli interventi che devono essere ancora attuati da molte aziende”.

Queste le richieste presentate dal Gruppo di Lavoro Internazionale Zero Mercury avallate dallo studio:

  • Il Consiglio Governativo del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) deve stabilire una Commissione per la Negoziazione Intergovernativa (INC) con il proposito di negoziare uno strumento legalmente vincolante sul mercurio nel prossimo meeting a Nairobi di metà febbraio.
  • Nel periodo che intercorre prima che tale strumento diventi effettivo, il rapporto raccomanda l’UNEP Governing Council di intraprendere le seguenti azioni: i governi e istituzioni internazionali che si occupano di mercurio e salute (come l’OMS e/o UNEP) dovranno lavorare insieme per sviluppare una strategia di campionamento, completa e rappresentativa sul pesce, condotta in paesi chiave e/o regioni, per caratterizzare la concentrazione di mercurio in un vasta gamma di specie di pesci.
  • Sono necessarie misure urgenti per il controllo delle emissioni di mercurio dai impianti di combustione del carbone, dalla trasformazione dei minerali, dalla produzione di cemento e da altre fonti e per mettere al bando l’uso internazionale di mercurio dai prodotti e dai processi industriali. Serve un’azione internazionale di collaborazione per raggiungere questi obiettivi.
  • L’UNEP e i governi membri dovranno fornire un’assistenza per rafforzare la capacità amministrativa necessaria e lavorare con i rappresentanti coinvolti per sviluppare programmi efficaci di comunicazione del rischio, per insegnare ai consumatori in tutti i paesi che il pesce contiene livelli significativi di mercurio e quali contengono i livelli inferiori così da poterli mangiare più spesso.
  • In Europa, la proposta di regolamento per l’etichettatura dei prodotti alimentari, al momento sotto esame da parte del Parlamento Europeo, dovrebbe includere consigli verso i gruppi vulnerabili rispetto al contenuto di mercurio nel pesce e nei frutti di mare.

Maggiori informazioni sul rapporto: www.legambiente.eu e www.mercurypolicy.org Contatti internazionali: Michael Bender, +802-223-9000, This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it '; document.write( '' ); document.write( addy_text73578 ); document.write( '<\/a>' ); //--> This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

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